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SERVODIO: MOBILITAZIONE PER IL MONDO AGRICOLO
Scritto da redazione,

IL MONDO AGRICOLO E' STATO DIMENTICATO DAL GOVERNO E DALLA MAGGIORANZA DI CENTRO DESTRA.

L'on. Servodio, che sta seguendo dall'inizio della legislatura  anche i problemi dell'agricoltura pugliese, ha rilasciato la seguente dichiarazione ciurca lo stato attuale della questione:

Come avete appreso dalla stampa, ieri  - in Commissione Agricoltura della Camera - abbiamo sostenuto a gran voce le ragioni del mondo agricolo alla presenza del Ministro. La maggioranza si è spaccata e non ha espresso il parere sulla finanziaria che - come è noto - contiene la proroga del pagamento delle rate sulle multe delle quote latte - provvedimento illegittimo che premia solo i furbi. La finanziaria non prevede invece interventi per il comparto agricolo e, in particolare: misure fiscali per il settore creditizio, l'istituzione del fondo confidi e del fondo per l'imprenditoria giovanile, misure per le crisi di mercato in agricoltura e soprattutto non prevede la proroga delle agevolazioni previdenziali per il settore agricolo che scade il 31 luglio c.a. Molte imprese rischiano di chiudere la propria attività con conseguenze gravi per l'economia delle nostre comunità e per i livelli occupazionali. Non per ultimo la finanziaria non prevede nessun piano nazionale di interventi straordinari a sostegno dello sviluppo rurale con particolare riferimento al fondo rotativo per agevolare l'accesso al credito alle imprese che intendo avvalersi delle misure per gli investimenti del Piano si sviluppo rurale. Purtroppo sulla finanziaria il Governo porrà la fiducia e non si potranno apportare modifiche. Comunque noi del PD abbiamo formulato una serie di emendamenti con delle priorità e continueremo a condurre con forza la nostra azione a sostegno del  comparto. Denunciamo l'assoluta assenza da parte del Governo di una politica efficace per il superamento di una crisi che gli operatori e le imprese agricole oggi da soli stanno affrontando. Continuiamo la mobilitazione al fianco di tutte le organizzazioni e degli agricoltori che sono scesi in piazza in questi giorni.

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MANIFESTAZIONE SULLA CRISI DELLA PESCA A MONOPOLI
Scritto da REDAZIONE,

LUNEDì 12 LUGLIO ALLE ORE 18.30 A MONOPOLI IN LARGO CASTELLO SI TERRA' UNA MANIFESTAZIONE PER DISCUTERE SUI PROBLEMI DEL SETTORE DELLA PESCA. PARTECIPANO L'ON. GIUSI SERVODIO, COMPONENETE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, DARIO STEFANO, ASSESSORE  REGIONALE ALLE RISORSE AGRIALIMENTARI, GUGLIELMO MINERVINI, ASSESSORE REGIONALE ALLE INFRASTRUTTURE. INTRODUCE GIOVANNI LACITIGNOLA, SEGRETARIO PD DI MONOPOLI.
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GLI IMPEGNI DEL GOVERNO A FAVORE DELLA PESCA DOPO LA RISOLUZIONE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA
Scritto da REDAZIONE,

L'ON. SERVODIO RENDE NOTO CHE IL GOVERNO HA RECEPITO LA RISOLUZIONE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA, DI CUI SERVODIO E' COMPONENTE, FINALIZZATA AL RILANCIO DELO SETTORE DELLA PESCA.

Adottare ogni iniziativa necessaria, in sede comunitaria, affinche' sia avviata una revisione della normativa sulla pesca in tempi anticipati rispetto a quelli previsti (2012), cogliendo anche l'occasione offerta in tal senso dal "Libro verde" sulla riforma della politica comune della pesca (PCP), in materia di maggiore sussidiarieta' e con particolare riferimento alle politiche nei confronti dei Paesi mediterranei non appartenenti all'Unione europea:questo è un primo impegno su cui il Governo ha recepito la risoluzione della Commissione Agricoltura della Camera – lo rende noto l’On. Servodio che, nel commentare le priorità della stessa risoluzione, sottolinea che le proposte avanzate dai sindaci e dalle organizzazioni di categoria nel recente incontro col Prefetto di Bari sono state pienamente recepite .

Richiedere alla Commissione europea tutte le deroghe consentite, nel rispetto delle scadenze fissate e delle condizioni poste dalla regolamentazione comunitaria, al fine di ridurre l'impatto delle misure in questione, compresa quella relativa alla riconversione delle unita' da pesca dedite alle cosiddette "pesche tradizionali" (bianchetto, rossetto, latterino e )" è quanto prevede la risoluzione approvata da tutte le forze politiche in Commissione Agricoltura alla Camera.

Si tratta – sottolinea la Servodio - di una prima risposta alle emergenze di queste settimane, voluta dal Pd e sostenuta da tutti i componenti della Commissione.

E' chiaro che questo non basta e noi vigileremo affinche' si mettano in campo dei concreti piani di rilancio della pesca, nel pieno rispetto di tutto l'habitat marino.

 La risoluzione, inoltre, impegna il Governo ad  impegnarsi in relazione all'applicazione del regolamento comunitario sulla pesca nel Mediterraneo, che sta provocando - si evidenzia - una giustificata e legittima preoccupazione tra tutte le marinerie italiane.

Nella risoluzione - continua la Servodio - si chiede quindi all'Esecutivo di individuare, d'intesa con le Regioni e le organizzazioni professionali interessate, un programma coordinato di interventi statali e regionali; una rapida attuazione di un fermo pesca straordinario chiamato, diversamente dal passato, a contribuire non solo alla soluzione del problema del sovrasfruttamento delle risorse, ma anche alla gestione della fine delle deroghe e dell'introduzione delle nuove maglie; l'attivazione di tutte le iniziative, anche in sede Ecofin, per l'adozione del regime speciale dell'Iva agricola nel settore della pesca in ragione dell'equiparazione dell'imprenditore ittico con quello agricolo avvenuta con il decreto legislativo n. 154 del 2004; l'accelerazione delle procedure per il varo del programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura, attualmente in proroga di un'annualita', prevedendo un piano per il piccolo strascico costiero, comprendente l'attuazione di una serie di misure socio-economiche per avviare un processo di adeguamento e riposizionamento delle imprese coinvolte; il rafforzamento dell'unita' di crisi gia' costituita presso il Ministero, anche promuovendo, ove ritenuto opportuno, un coordinamento degli interventi propri delle regioni quali, ad esempio, piani di gestione locali, ammodernamenti per la flotta in attivita', azioni per l'integrazione del reddito e la diversificazione di attivita', servizi e formazione; di presentare alla Commissione Europea la richiesta di poter utilizzare la misura.

 La Servodio precisa che è necessario l’ammodernamento del Fondo europeo della pesca (FEP) per sostenere l'adeguamento delle reti alla luce del regolamento e l’ attivazione di iniziative per la prosecuzione, con estensione ai lavoratori marittimi imbarcati su pescherecci di cui sono proprietari, della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre 2011, in attesa di rendere tale istituto un ammortizzatore sociale ordinario.

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L'ON. SERVODIO DIFENDE IL SUD DALLE CRITICHE DEL MINISTRO GALAN
Scritto da REDAZIONE,

SUI FONDI EUROPEI IL MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE ATTACCA IL SUD MA NON ANALIZZA LE CAUSE DEL RALLENTAMENTO DELLA CAPACITA' DI SPESA.

 Pubblichiamo il testo del comunicato stampa dell'on. Servodio :

“Galan ha un evidente pregiudizio antimeridionale”. Così la deputata democratica pugliese, Giusi Servodio commenta le risposte del Ministro per le politiche agricole, Giancarlo Galan al question time di oggi sulla capacità di spesa dei fondi comunitari in tema di politiche rurali. “E’ stato stucchevole – commenta Servodio – ascoltare il neo ministro accusare a testa bassa numerose regioni del Sud, Puglia compresa, senza cercare di analizzare quali cause hanno rallentato la capacità di spesa di alcune realtà.  Nessuno vuole perdere i fondi – attacca la deputata – ma è necessario un raccordo con le regioni per individuare gli strumenti più adeguati per utilizzare tutta la quota destinata ai piani di sviluppo rurale. Invece di criticare e basta – conclude la deputata - il ministro dovrebbe cominciare ad operarsi per il paese, tutto il paese, meridione incluso”.

 

 

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RISOLUZIONE DELLA XIII COMMISSIONE A FAVORE DELLA PESCA
Scritto da REDAZIONE,

L'ON. SERVODIO INSIEME AD ALTRI PARLAMENTARI DELLA XIII COMMISSIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI HA SOTTOSCRITTO UNA RISOLUZIONE CON LA QUALE SI IMPEGNA IL GOVERNO AD ADOTTARE  LE INIZIATIVE NECESSARIE PER SUPERARE L'ATTUALE FASE DI CRISI DEL SETTORE DELLA PESCA. PUBBLICHIAMO IL TESTO DELLA RISOLUZIONE 7-00343:

La XIII Commissione,

premesso che:

il 1o giugno sono scadute le deroghe contenute nel regolamento CE n. 1967/2006, sulla pesca nel Mediterraneo, relativamente all'ampiezza delle maglie del sacco delle reti a strascico ed ai valori minimi di distanza dalla costa per l'operatività delle imbarcazioni che utilizzano reti trainate e per le draghe idrauliche;

queste disposizioni stanno suscitando moti di protesta in tutte le marinerie in specie quelle italiane e greche;

il citato regolamento sulla pesca nel Mediterraneo si innesta su una profonda crisi del settore già in sofferenza che vede un notevole calo di addetti (da oltre 47.000 del 2000 ai 30.000 attuali), una costante riduzione delle catture (2 per cento ad annualità), un calo consistente dei redditi di circa il 30 per cento dal
1990, l'incremento dei prezzi del carburante del 240 per cento dal 2002 al 2008 con incidenza dei costi di produzione che, per quanto riguarda il sistema a strascico, arriva fino al 60 per cento;

il termine delle deroghe comporterà gravi rischi sul piano socio economico per la perdita di redditività delle imprese ed il conseguente aumento della disoccupazione nel settore. Solo per quanto attiene al piccolo strascico costiero, secondo la ricerca del Cles Srl, i soli armatori operanti nell'alto Adriatico subiranno una perdita di fatturato stimata intorno ai 12 milioni di euro;

il Ccr (Consiglio consultivo regionale) Med, riunitosi il 7 e 8 giugno a Marbella, ha chiesto alla Commissione europea una verifica urgente del regolamento sulla pesca nel Mediterraneo, chiedendo un accelerazione della procedura prevista dall'articolo 9, comma 3, punto 3 dello stesso regolamento del Mediterraneo, che prevede, alla luce dei recenti dati forniti dalla ricerca, di rivedere alcuni nodi cruciali;

il Commissario europeo per gli affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki, ha ribadito più volte ed in più occasioni la volontà di non concedere ulteriori deroghe alle restrizioni imposte dal regolamento (CE) n. 1967/2006, asserendo che contemporaneamente veglierà sulla rigorosa attuazione del regolamento per il Mediterraneo;

il Ministro Galan, pur condividendo e sostenendo la posizione del Commissario europeo, ha tuttavia rimarcato la necessità di tutele sociali per il settore;

la soluzione ai problemi sopra esposti deve passare obbligatoriamente attraverso il Consiglio dei ministri dell'Unione europea;
impegna il Governo:
ad adottare ogni iniziativa necessaria per esercitare un'azione di pressione nei confronti della Commissione europea, per operare una revisione della normativa in tempi anticipati rispetto a quelli previsti (2012), cogliendo anche l'occasione offerta in tal senso dal Libro verde sulla riforma della politica comune della pesca (PCP), in materia di maggiore sussidiarietà;

ad adottare inoltre le iniziative necessarie per conseguire i seguenti obiettivi:
2011, in attesa di rendere tale istituto un ammortizzatore sociale ordinario;

e) accelerazione delle procedure per il varo del Programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura, attualmente in proroga di una annualità, prevedendo nei sui contenuti:

1) un piano di salvataggio per il piccolo strascico costiero, comprendente l'attuazione di una serie di misure socio-economiche per avviare un processo di adeguamento e riposizionamento delle imprese coinvolte;

2) la creazione di un Fondo o di una Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'imprenditoria ittica che innovi la strumentazione di supporto alle imprese per il recupero della competitività, in linea con la più recente normativa europea sugli aiuti di Stato per le piccole e medie imprese di settore, mediante investimenti orientati alla crescita delle dimensioni aziendali, ristrutturazioni e salvataggi, concentrazioni e fusioni prestiti partecipativi, e altri;
f) avvio delle procedure per il riassetto, il riordino, il coordinamento e l'integrazione della normativa nazionale in materia di pesca e acquacoltura così come previsto dalla delega conferita al Governo nell'ambito della legge comunitaria 2009;

g) costituzione di una task force per il monitoraggio ed il coordinamento degli interventi propri delle regioni quali, ad esempio, piani di gestione locali, ammodernamenti per la flotta in attività, azioni per l'integrazione del reddito e la diversificazione delle attività, servizi e formazione;

h) apertura di un negoziato con ENI-AGIP per la riedizione di una campagna di acquisti prodotti petroliferi scontati, sulla scia della positiva esperienza del protocollo siglato con ENI nel marzo 2008;

i) utilizzo delle specifiche risorse del Fondo europeo della pesca (FEP), misura «Ammodernamento», per sostenere l'adeguamento delle reti, disponendo la riapertura dei termini per la scelta delle maglie da utilizzare.

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