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I CONSIGLIERI COMUNALI BARESI, ROBERTO CARBONE, GIUSEPPE DE SANTIS, MASSIMO MAIORANO E GIUSEPPE MUOLO, HANNO SOTTOSCRITTO UN DOCUMENTO, CHE DI SEGUITO VIENE INTEGRALMENTE PUBBLICATO, IN CUI INDIVIDUANO I LIMITI DELLA COALIZIONE CHE GOVERNA LA CITTA' DI BARI E QUELLI ALL'INTERNO DEL PD BARESE E PROPONGONO, COME RIMEDIO, LA COLLEGIALITA' E LA RICERCA SERIA DI UNA CONVERGENZA CHE COINVOLGA LE VARIE SENSIBILITA' INTERNE ALLA COALIZIONE E AL PD BARESE:
"La vittoria del centrosinistra e di Vendola alla Regione Puglia si spera abbia posto la parola fine ad un periodo caratterizzato da un eccesso di dissennatezze, di personalismi, di vera e propria confusione politica.
Grazie alla battaglia di alcuni – e fra questi ci onoriamo di essere stati in prima linea sin dal primo momento – e al consenso di molti, ciascuno dalla propria postazione (al Comune di Bari e alla Regione) potrà dare corso al patto con gli elettori.
E’ venuto il momento di voltare pagina, di aprire una nuova fase del secondo mandato al Sindaco Emiliano.
Per quanto compete a noi, consiglieri comunali del gruppo PD, questa fase due deve interessare sia i vari livelli di partito, sia l’amministrazione della città di Bari.
Non v’è dubbio che il partito barese riveli un certo affanno come mostrano i recenti risultati elettorali.
Sicuramente tale situazione è lo specchio di ciò che accade tanto a livello nazionale quanto a livello regionale.
Un partito di opposizione che non riesce a farsi carico delle più profonde istanze di una società in seria difficoltà a causa dell’immobilismo del governo Berlusconi, che continua a promettere tutto (riforme, diminuzioni delle tasse, i più mirabolanti progetti di lavori pubblici, ecc. ecc.) senza mantenere niente (se non i trasferimenti di risorse dal Sud al Nord) è un partito che non ha affrontato i nodi strutturali del proprio rapporto con i cittadini e, perciò, della sua proposta di governo.
In troppi, ancor oggi, hanno un pensiero ripiegato su sé stessi che mette in luce un evidente problema di lettura della realtà e del modo nuovo, disincantato e (questo sì) veramente laico con il quale la società vede e valuta le proprie esigenze e le possibili risposte che la politica fornisce. Un pensiero che, alla ricerca di un’identità precotta e spesso settaria, non tiene conto del fatto che l’elettorato è un ambito molto più vasto del popolo di sinistra.
E’ dal congresso che non ci stanchiamo di ripetere che il ‘900 è finito e siamo nel terzo millennio.
A livello locale, queste problematiche, si sono sommate e si sommano anche oggi ad una smodata utilizzazione della rappresentanza di partito per l’accesso a cariche di vario genere in misura crescente vengono concesse secondo sistemi che ricordano l’investitura feudale.
C’è una tendenza sempre più marcata alla creazione di una nomenclatura senza regole e senza verifiche del consenso.
Così si va allo scontro tra gruppi o fazioni e non ad una equilibrata crescita collettiva del partito e della coalizione.
Il rimedio, ovviamente, è la collegialità e la ricerca ferma e seria di una convergenza che coinvolga le varie sensibilità interne al primo e alla seconda.
Noi sottoscrittori di questo documento vogliamo porci in maniera costruttiva alla ricerca e al servizio della unità del partito, del gruppo e della maggioranza consigliare, unità che, naturalmente, non significa e non potrà significare appiattimento sulle posizioni di chi ha il compito, ma anche la responsabilità, di guidare il PD o la coalizione a Bari.
Per quanto riguarda la nostra città, è evidente che bisogna riprendere l’iniziativa di un governo delle questioni che si pongono e che rischiano di impantanarsi nell’amministrazione del comune.
Una qualità di intervento e di strategia che necessita di giusti innesti nella giunta comunale e negli altri ambiti di gestione amministrava, della guida autorevole di un ritrovato Sindaco e della collaborazione di tutti.
Chiediamo che ogni componente interna al gruppo e al partito sia coinvolta nel governo della città a tutti i livelli, ponendo fine ad esclusioni immotivate e non compiendo scelte sulla base di una tanto piatta quanto malintesa fedeltà al Sindaco. Abbiamo già detto che il crispismo è finito e non deve riprendere vigore.
Facciamo tutti parte di un progetto comune che non potrebbe neanche esistere senza l’apporto di ciascuno e senza la guida che insieme abbiamo scelto.
Bisogna riprendere, in maniera unitaria seria e concreta, a tessere il filo di un dialogo vero con i cittadini, fatto di risposte ai loro bisogni.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte."
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