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GLI IMPEGNI DEL GOVERNO A FAVORE DELLA PESCA DOPO LA RISOLUZIONE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA
Scritto da REDAZIONE,

L'ON. SERVODIO RENDE NOTO CHE IL GOVERNO HA RECEPITO LA RISOLUZIONE DELLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA, DI CUI SERVODIO E' COMPONENTE, FINALIZZATA AL RILANCIO DELO SETTORE DELLA PESCA.

Adottare ogni iniziativa necessaria, in sede comunitaria, affinche' sia avviata una revisione della normativa sulla pesca in tempi anticipati rispetto a quelli previsti (2012), cogliendo anche l'occasione offerta in tal senso dal "Libro verde" sulla riforma della politica comune della pesca (PCP), in materia di maggiore sussidiarieta' e con particolare riferimento alle politiche nei confronti dei Paesi mediterranei non appartenenti all'Unione europea:questo è un primo impegno su cui il Governo ha recepito la risoluzione della Commissione Agricoltura della Camera – lo rende noto l’On. Servodio che, nel commentare le priorità della stessa risoluzione, sottolinea che le proposte avanzate dai sindaci e dalle organizzazioni di categoria nel recente incontro col Prefetto di Bari sono state pienamente recepite .

Richiedere alla Commissione europea tutte le deroghe consentite, nel rispetto delle scadenze fissate e delle condizioni poste dalla regolamentazione comunitaria, al fine di ridurre l'impatto delle misure in questione, compresa quella relativa alla riconversione delle unita' da pesca dedite alle cosiddette "pesche tradizionali" (bianchetto, rossetto, latterino e )" è quanto prevede la risoluzione approvata da tutte le forze politiche in Commissione Agricoltura alla Camera.

Si tratta – sottolinea la Servodio - di una prima risposta alle emergenze di queste settimane, voluta dal Pd e sostenuta da tutti i componenti della Commissione.

E' chiaro che questo non basta e noi vigileremo affinche' si mettano in campo dei concreti piani di rilancio della pesca, nel pieno rispetto di tutto l'habitat marino.

 La risoluzione, inoltre, impegna il Governo ad  impegnarsi in relazione all'applicazione del regolamento comunitario sulla pesca nel Mediterraneo, che sta provocando - si evidenzia - una giustificata e legittima preoccupazione tra tutte le marinerie italiane.

Nella risoluzione - continua la Servodio - si chiede quindi all'Esecutivo di individuare, d'intesa con le Regioni e le organizzazioni professionali interessate, un programma coordinato di interventi statali e regionali; una rapida attuazione di un fermo pesca straordinario chiamato, diversamente dal passato, a contribuire non solo alla soluzione del problema del sovrasfruttamento delle risorse, ma anche alla gestione della fine delle deroghe e dell'introduzione delle nuove maglie; l'attivazione di tutte le iniziative, anche in sede Ecofin, per l'adozione del regime speciale dell'Iva agricola nel settore della pesca in ragione dell'equiparazione dell'imprenditore ittico con quello agricolo avvenuta con il decreto legislativo n. 154 del 2004; l'accelerazione delle procedure per il varo del programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura, attualmente in proroga di un'annualita', prevedendo un piano per il piccolo strascico costiero, comprendente l'attuazione di una serie di misure socio-economiche per avviare un processo di adeguamento e riposizionamento delle imprese coinvolte; il rafforzamento dell'unita' di crisi gia' costituita presso il Ministero, anche promuovendo, ove ritenuto opportuno, un coordinamento degli interventi propri delle regioni quali, ad esempio, piani di gestione locali, ammodernamenti per la flotta in attivita', azioni per l'integrazione del reddito e la diversificazione di attivita', servizi e formazione; di presentare alla Commissione Europea la richiesta di poter utilizzare la misura.

 La Servodio precisa che è necessario l’ammodernamento del Fondo europeo della pesca (FEP) per sostenere l'adeguamento delle reti alla luce del regolamento e l’ attivazione di iniziative per la prosecuzione, con estensione ai lavoratori marittimi imbarcati su pescherecci di cui sono proprietari, della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre 2011, in attesa di rendere tale istituto un ammortizzatore sociale ordinario.

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